Cosa c’è nella valigia rossa? – What’s in the red bag?

La bambina che ci osserva nel cerchio rosso, un mobile con le rotelline a forma di piccoli mondi, realizzati con i ritagli di una carta geografica, va verso il suo futuro. Porta con sé il proprio bagaglio di sogni e di affetti in positiva attesa del domani. Nella pagina del suo vecchio quaderno è disegnata la sua valigia con un punto interrogativo: cosa porterà con sé e cosa diventerà?  Le fotografie degli anni quaranta mostrano i suoi famigliari in partenza per una destinazione ignota alla loro discendente. Le matite temperate fino alla fine, ma con la punta  pronta ancora per scrivere o disegnare, raccontano delle tante lettere, passate e future di famiglie migranti… Nessuno come i bambini ha sopportato e ha saputo adattarsi al cambiamento di migrazioni continue nel Novecento… e sono pochi gli studi o i lavori, anche artistici, dedicati proprio ai bambini migranti…

 Cosa c’è nella valigia rossa? è un’opera del 2001, della serie Navigando navigando, collage, acquerelli, foto …

Le riproduzioni di immagini e carte (la pagina del quaderno) sono state realizzate grazie all’uso dei documenti della famiglia di Lucia Squizzato.

The little girl who watches us in the red circle, a cabinet with wheels in the shape of small worlds, made ​​from the scrap of a map, go to her future. She carries the baggage of dreams and suffering into a positive feel for tomorrow. In the page of her old notebook has drawn her suitcase with a question: what will bring and what will it become? In the photographs, her family is  leaving for a destination unknown. The temperate pencils until the end, but with the tip still ready to write or draw, tell of the many letters, past and future of migrant … No one has endured as children and has been able to adapt to continuous change in migration in the twentieth century … and few studies or work, even artistic, dedicated to migrant children …

What’s in the red bag? is a work of 2001, Series Browsing Browsing, collages, watercolors, photos …

Reproductions of images and maps (page booklet) were generated through the use of documents Lucia Squizzato’s family.

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