Soffiando sulle nuvole

Grande nuvola, tela e scultura in plastica, tecniche miste, 60x80 cm., tridimensionale, 2010, dett.

Grande nuvola, tela e scultura in plastica, tecniche miste, 60×80 cm., tridimensionale, 2010, dett.

Letizia pittrice “d’azione” e “d’emozione”
La vena sperimentale, giocosa, cromaticamente vivace ed espressiva dell’artista Letizia Cortini, sempre in delicato e “funambolico” equilibrio tra astratto e figurativo, tra caleidoscopici tessuti formali e richiami al mondo della realtà e del sogno, ha trovato nell’ultima produzione pittorica un rinnovato modo e stile di manifestarsi su tele e supporti di varia forma e dimensione. La si potrebbe definire una fase “pollockiana” di lavoro, una fase di liberazione e sfogo gestuale ed impulsivo, oltre ogni freno razionale, all’insegna di un gioco pittorico “puro” in cui la spontaneità e la casualità svolgono un ruolo fondamentale nel costruire trame e ghirigori di colore. E’ come se le precedenti composizioni di geometriche, curvilinee, ondulate forme colorate fossero esplose in un caos di rigagnoli e rivoli di colore senza più controllo né contorni. Rivisitando, a suo modo, la tecnica del “dripping”, facendo colare sulla tela colori ad olio o smalti, spremendo tubetti di tempera direttamente sul supporto disteso a terra, senza passare per il tramite del pennello, Letizia ha lasciato che il colore, guidato dal semplice e quasi “infantile” gesto della mano che lo fa gocciolare, si depositasse più o meno stratificato, più o meno denso sulla tela a creare “galassie” di filiformi e stratificati segni colorati. Forze centripete e centrifughe sembrano animare queste intricate e astratte matasse di colore che, in alcuni casi, come per incanto, tessono, alla fine, simboli e forme riconoscibili – cuori, paesaggi ed ombrelli, vascelli, nuvole, prati, fiori, – di un universo figurativo essenziale, semplice e familiare. Dal caos, dal disordine, dalla casualità emergono alla fine, come irrinunciabili appigli e confortanti approdi, “icone” di un mondo, quasi “naif”, che ci parla d’amore, di affetti e protezione. Chi contempla le intricate trame di fili e macchie di colore che Letizia ha lasciato aggrovigliarsi e addensarsi su tele circolari – veri e propri tondi – o quadrangolari, di dimensioni grandi e piccole, è portato, in un primo momento, a perdersi in quell’affascinante labirinto pittorico; ma, successivamente, a una messa a fuoco, scopre e riconosce – come sottese magicamente a quel magma di colore – sagome cuoriformi, che sembrano condensarsi e pulsare, oppure labili profili di oggetti e realtà quotidiane che stimolano l’immaginazione di colui che osserva, lasciandogli “completare” l’opera.
Questa nuova tappa della vita artistica di Letizia ci parla di una voglia di “fare” pittura per “riversare” direttamente sulla tela, impiegata come campo in cui “agire”, una dimensione più profonda, emozionale e autentica del nostro essere. E’ per questo che le opere di Letizia continuano ad affascinarci….

Sveva Mandolesi
Storica dell’arte contemporanea

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