Il piccolo arcobaleno rovesciato, da un sogno a un racconto

In attesa della prima realizzazione sperimentale del progetto Lanterne Magiche … , dal titolo Semi migranti, propongo una storia nata dalla fantasia della sottoscritta, dopo un sogno. E’ una delle numerose che, durante la pandemia, ho scritto e sto scrivendo, pensando anche al loro uso nella didattica. In appendice, infatti, troverete un possibile piccolo apparato di spunti didattici per i bambini delle scuole d’infanzia ed elementari.

Suggerimenti, rettifiche, proposte di cambiamento, integrazioni saranno preziosi. Sarei felice di poter interagire proprio con i bambini e i loro insegnanti! :). Le foto che seguono sono della sottoscritta, realizzate in Toscana, alla Montagna Azzurra, qualcuna a Napoli. Le illustrazioni sono in pubblico dominio, e provengono dal un sito web molto interessante e da esplorare: The public domain review, che ringrazio e che consiglio gli insegnanti e gli studiosi di scoprire e navigare! Questa storia è dedicata alle amiche del Rigo e a tutti gli orsi e alle meravigliose orse di Castell’Azzara e dintorni… Perché gli arcobaleni che incontro lì, non li ho mai visti altrove :).

Il piccolo arcobaleno rovesciato

C’era una volta un piccolo arcobaleno, in Toscana. Era davvero grazioso e gentile, allegro e generoso.

Giocava con tutti in ogni stagione: con nuvole, temporali, il sole, ma anche la luna quando faceva capolino quasi al tramonto, con le pioggerelline di aprile, con gli uccellini, con gli alberi, i boschi, il mare all’orizzonte – proprio quello dell’Argentario – e i laghi, i campi, i tetti, le antenne, le ciminiere, i comignoli, …

Doveva ancora crescere. Era nato con l’ultima pioggia dell’aprile 2020, in piena pandemia e nel febbraio 2021 era giovane, sebbene fremesse per diventare grande grande, ampio, colorato, ad arco a tutto sesto, magari tanto da coprire mezzo globo terrestre… Poteva anche andare bene riuscire ad abbracciare terra e cielo, mari e oceani dall’Italia al Giappone, da Roma ad Acapulco… Oppure da Firenze a Londra, da Grosseto a Sarajevo, da Siena alla Siria e viceversa, passando per Cipro, il mare Egeo, la Grecia e il Mar Ionio, Napoli e la Maremma, evitando l’Austria, insomma, da un luogo all’altro, senza impedimenti, senza muri, né frontiere, ne fili spinati…neanche virtuali!

Era un arcobaleno tenero e gentile e voleva allietare e portare fortuna a tutti, proprio a tutti… ai tanti in cammino e senza casa.

Per ora, però, pur stirandosi e allungandosi il più possibile, riusciva ad arrivare dalla Montagna Azzurra, tra Castell’Azzara e Selvena vicino al Monte Amiata, fino a Sorano, oppure fino a Santa Fiora.

Era un po’ triste a dire il vero. Perché così non sarebbe riuscito a portare fortuna a tutti. Anche crescendo, forse al massimo sarebbe potuto arrivare dall’Amiata a Roma, magari a Napoli, mentre a settentrione fino a Firenze… ma tutto lì.

Gli amici alberi, gli uccellini, gli animali del bosco, le nuvole… cercavano di consolarlo. Giocavano con lui e gli ripetevano di non intristirsi, perché avrebbe comunque fatto grandi cose, per esempio con i pochi bimbi che abitavano tra quelle montagne, a volte troppo isolati e soli. Li avrebbe allietati con la sua bellezza e i suoi spruzzi di luce colorati e birichini, giocando a nascondino, apparendo e sparendo, sfidandoli a chi lo avrebbe visto per primo! Ma regalando a tutti i suoi colori più intensi.

Il piccolo arcobaleno si tirava quindi su, anche perché un arcobaleno triste non si era mai visto, non era proprio nella natura degli arc en ciel!

Un giorno, mentre giocava a nascondino con le nuvole e i temporali sparsi, apparendo e sparendo agli sguardi di adulti e bambini che facevano a gara per scovarlo, per la troppa foga nel celarsi e dileguarsi, tra sole e nubi e piogge scure e fitte, inciampò sulla cima del monte Penna e …. Di punto in bianco si trovò rovesciato …

Da arco convesso ad arco concavo! Oppure il contrario?

OOOOOHHHHH tutti rimasero a bocca aperta, sbalorditi a guardare il piccolo rainbow capovolto! Ma… come era stato possibile? Il professore di fisica provò a cercare spiegazioni, ma non riuscì a trovarle! Era successo e basta.

Il piccolo arcobaleno iniziò a piangere impaurito e piccole gocce colorate cadevano sui volti esterrefatti dei bimbi. Sussultando per i singhiozzi, tra un sobbalzo e l’altro iniziò a dondolare. Non era mai accaduto di vedere un arcobaleno dondolare. Era uno spettacolo magnifico! Il piccolo arco iniziò a divertirsi, a ridere e a dondolare sempre più forte, come fanno i bambini quando vanno in altalena. Dondola dondola, improvvisamente si ritrovò capovolto di nuovo e dal Monte Penna eccolo sul monte Labbro, ma lì inciampò di nuovo tornando concavo, o viceversa? Ma come si stava divertendo!

Per farla un po’ breve, imparò a fare le capriole, così a percorrere cieli e mari, orizzonti e cime, colline e prati, deserti e altopiani, ghiacciai e morene, da un emisfero all’altro, tracciando sentieri luminosi, come una cometa per tutti i viandanti, portando fortuna a chiunque lo avvistasse e salutasse con un sorriso. Che buon sapore e che bei colori ha l’allegria!

Ad ogni giro ne seguiva un altro e un altro ancora. I bambini del monte Penna e dintorni lo aspettavano impazienti, tra un viaggio e l’altro e ogni volta era una gran festa su per quei monti, dove le ombre e le luci erano di tutti i colori, come i sorrisi dei bambini, i salti dei caprioli, le danze di api e bombi, i canti di ….

Continuate voi adesso…

Il piccolo arcobaleno vi ringrazia con una capriola per la vostra benevolenza. 🙂

Ma un’altra storia potrete immaginare e a noi adulti raccontare… Chi sarà il prossimo protagonista?

Piccoli spunti per immaginare insieme, tra letteratura, pittura, storia, educazione civica, geografia, fisica, architettura, fumetto, scienze…

  1. Secondo voi, bambini, quali potrebbero essere gli episodi reali e quali quelli fantastici in questo racconto? Possiamo immaginare altri ingredienti fantastici da aggiungere a questa storia?

2. Vi andrebbe di cercare su un atlante geografico i luoghi che sono abitati o percorsi dall’arcobaleno protagonista di questa storia? Potreste ipotizzare altri suoi viaggi?

3. Come chiamereste il piccolo arcobaleno? Nella storia abbiamo usato oltre l’italiano altre due lingue che indicano l’arcobaleno… quali? Cercate il modo di denominare l’arcobaleno anche nei paesi diversi dall’Italia, che abbiamo citato nel testo.

4. A chi potrebbe portare fortuna oggi il piccolo arcobaleno? Quali persone e bambini, secondo voi, avrebbero bisogno del suo aiuto nel mondo? Potreste, organizzandovi in gruppi, raccontare la storia di una famiglia con bambini che abbia dovuto superare prove difficili, ma che ora sta bene? Potrebbe essere una famiglia italiana, ma anche di un altro paese, la Siria per esempio. Provate a cercare alcune storie di ragazzi come voi, ma costretti a lasciare il proprio paese. Fatevi aiutare dagli insegnanti e dai genitori, consultando qualche giornale stampato o sul web e raccontate le storie a turno, o scrivetele, a modo vostro.

5. Provate a disegnare come un fumetto il racconto del piccolo arcobaleno. Nella prima vignetta cosa disegnereste? Quante vignette vorreste/potreste realizzare? Prima di disegnare, riunitevi come in una redazione, e scrivete nel riquadro di ogni possibile vignetta la scena che vorrete rappresentare, quindi contate quante vignette saranno necessarie per voi per rappresentare tutta la storia. E via! Magari in appendice al fumetto potreste ritagliare e incollare le cartine delle regioni, degli stati, dei continenti percorsi dall’arcobaleno, ma anche altra documentazione (per esempio la flora e la fauna dei diversi paesi, i volti e il modo di vestire dei bambini che vivono in altri continenti….).

6. A caccia di arcobaleni…. Fotografateli, dipingeteli, in città, in montagna, in campagna, al mare… come hanno fatto grandi artisti che si ispiravano al modo di dipingere dei bambini! Scopriteli con l’aiuto degli insegnanti…

E adesso, qualche curiosità scientifica da soddisfare con piccole ricerche!

7. Che cosa è e perché si forma un arcobaleno? Di cosa è fatto e quanti colori ha?

8. Perché lo vediamo ad arco a tutto sesto, quando è completo? Che vuol dire arco a tutto sesto?

9. Dove abitate, in città o in paese, che tipo di animali, insetti, fiori e piante abitano insieme a voi? Fateci caso e provate a fotografarli.

10. Che cosa è una pandemia e quante ce ne sono state nella storia del mondo? Potreste citarne solo alcune… e raccontare dopo quanto tempo e come siano finite? Potreste anche scrivere perché e come siano scoppiate e se avrebbero potuto essere evitate. Ma anche in questo caso, è necessaria la collaborazione di insegnanti e genitori!

11. Avete una vostra storia da raccontare con uno o più arcobaleni protagonisti? Provate!

12. Gli spunti per curiosare e approfondire, per immaginare e creare storie potrebbero continuare… Voi quali altri suggerireste?